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Reportage/Arnaldo Capezzuto riprende “Le Salicelle salvate dai ragazzini”

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Devo ringraziare Arnaldo Capezzuto, caparbio cronista anti-camorra e blogger del Fatto Quotidiano, per aver ripescato dalla rete (del web) Le Salicelle salvate dai ragazzini nel suo lungo servizio – con le foto del bravo Gaetano Massa – per l’ultimo numero de “il Reportage” di gennaio-marzo 2013. Finora nessuno se ne era interessato: Le Salicelle salvate dai ragazzini è un singolare reportage che realizzai nella primavera del 2007, ed è il frutto di un laboratorio di giornalismo tenuto nella scuola media delle Salicelle, la “Scampia” di Afragola. Come il famigerato quartiere di Secondigliano, le Salicelle sono il risultato deviato della ricostruzione post-terremoto: un  rione trasformatosi in un ghetto di disagio e di degrado. A raccontare il loro quartiere sono stati i ragazzini, reclutati tra la parrocchia e la scuola, ma più spesso la strada. Non erano i soliti “bravi” selezionati dai professori, ma i più “scassati”. Ragazzini cresciuti troppo presto, che giornalisti non lo saranno mai. Ma che per una primavera hanno giocato a farlo. Scattando centinaia fotografie e scrivendo decine di articoli sgrammaticati. Ragazzini che chiedevano solo di avere una voce. Di raccontare. E trovare qualcuno che invece di dire loro cosa fare fosse disposto, per una volta, ad ascoltarli.

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Il mito Alfasud al Napoli film festival

Sbarca al Napoli Film Festival “Un’auto targata sud”, il documentario Rai di Giuseppe Pesce e Aldo Zappalà per “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli. Il film, che ripercorre le vicende della più grande fabbrica di auto del Mezzogiorno, sarà proiettato giovedì 27 settembre (ore 17:00) al PAN- Palazzo delle Arti Napoli (via dei Mille) nell’ambito della più importante rassegna cinematografica napoletana. “Un’auto targata sud”, che nei prossimi mesi sarà  proiettato anche a Pomigliano d’Arco, racconta con leggerezza l’epopea politica e industriale, ma soprattutto sociale, dell’Alfasud, dentro la quale c’è un secolo di storia italiana: dal fascismo alla ricostruzione, dal boom economico alle crisi petrolifere, dalla stagione dei movimenti al terrorismo, passando per la musica dei “gruppi operai”; fino alle privatizzazioni, di cui l’Alfa rappresenta il primo caso italiano.

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Alfasud, sogno e occasione mancata: il senso di una grande storia italiana

GIUSEPPE PESCE – Raccontare Pomigliano d’Arco vuol dire lasciare aperto un racconto, e sperare che l’industria a Napoli e in Campania abbia ancora un futuro, perché ha avuto una grande storia. Se infatti Bagnoli rappresenta una Napoli industriale ormai quasi epica e letteraria, che potremmo racchiudere tra i “Tre operai” di Bernari e la “Dismissione” di Rea, Pomigliano è ancora una questione all’ordine del giorno, che torna periodicamente ad incendiare polemiche tra padroni e operai, sindacati e industriali. Nel documentario “Un’auto targata Sud” abbiamo voluto ricostruire cos’era Pomigliano prima della Fiat: ovvero prima che, nel 1986, fosse privatizzata. L’Alfa Romeo, presente a Pomigliano fin dall’epoca fascista, era infatti un’industria pubblica. Doveva essere la “punta di diamante” dell’IRI e della Finmeccanica, invece si è trasformata in un “costoso gioiello” che la Stato alla fine ha dovuto svendere. Le ragioni di questo fallimento, a lungo imputato a sbagliate logiche meridionaliste, sono in realtà molto più complesse. Perché la storia di Pomigliano non è una vicenda “sudista”, provinciale o regionale: è una grande storia italiana, dentro la quale c’è di tutto, Continua a leggere

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Pomigliano a “La Storia siamo Noi”: la ricerca e gli auguri di Napolitano

“Un’auto targata Sud” è il titolo del documentario di Giuseppe Pesce e Aldo Zappalà che andrà in onda per “La Storia siamo Noi” di Giovanni Minoli, il 12 giugno su RAI2. Il documentario – oggetto anche di una tesi di laurea di una studentessa dell’università di Napoli “Suor Orsola Benincasa” – nasce da una ricerca di Giuseppe Pesce, che per primo ha ricostruito una storia complessiva degli insediamenti Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco, dal periodo fascista alla ricostruzione, dal progetto Alfasud alla privatizzazione. Un primo corposo dossier storico, dal titolo “Un motore per il Sud: L’Alfa Romeo, Pomigliano d’Arco e il sogno di un’industria meridionale” è stato pubblicato nel 2009 dalla Rivista “Mezzogiorno Europa”, organo dell’omonima fondazione guidata all’epoca da Andrea Geremicca. Il documentario, voluto da Piero Corsini, è stato realizzato in fondamentale sinergia con Aldo Zappalà, già apprezzato autore de “Il Cuore e l’Acciaio”, storia dell’Italsider di Bagnoli. Il lavoro è durato circa tre anni, completato dalle ricerche di materiali video e fotografici presso le Teche RAI, ma anche presso l’Archivio Storico Alfa Romeo di Arese e l’Archivio della Fiom-CGIL di Pomigliano d’Arco. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che era già al corrente del progetto, e che ha ricevuto in anteprima una copia del documentario, ha scritto in questi giorni a Giuseppe Pesce «esprimendo il suo apprezzamendo per aver voluto raccontare la storia di uno dei più prestigiosi marchi italiani».

Scarica il dossier “Un’auto targata Sud” in pdf g-pesce_alfa.pdf

Guarda il trailer del documentario su Youtube 

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Feltrinelli Pomigliano, De Giovanni presenta il “Il metodo del coccodrillo”

Maurizio De Giovanni presenta il suo nuovo libro “Il metodo del coccodrillo” (Mondadori) alla libreria “La Feltrinelli Point” di Pomigliano d’Arco presso il polo culturale “La Distilleria” (via Roma, 281), martedì 22 maggio alle ore 18:30. Interviene con l’autore Giuseppe Pesce, giornalista e documentarista Rai. Lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, autore di gialli di successo, è l’inventore della fortunata saga del commissario Ricciardi Continua a leggere

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Brindisi e le mafie pugliesi: un attentato senza storia (che non convince nessuno)

Il Procuratore Antimafia di Lecce Cataldo Motta

GIUSEPPE PESCE – Sono stato in Puglia solo qualche settimana fa, per presentare insieme ad Aldo Zappalà il nostro documentario sulla Sacra Corona Unita, che pensavamo fosse solo una storia di tanti anni fa. Invece, stamattina, alla notizia dell’attentato di Brindisi, la storia è tornata come un rigurgito. La mafia è esattamente quello che diceva Peppino Impastato: una montagna di merda. Ma devo dire che non capisco, sinceramente, il senso e il significato di questo nuovo, vile e spaventoso episodio. Se avessi dovuto scrivere un saggio, dalle centinaia di pagine appuntate e dalle interviste che abbiamo realizzato, l’avrei chiamato “la corona spezzata”; sottotitolo: “ascesa e caduta delle mafie pugliesi”. Sì, perché la storia delle mafie in puglia è una storia che non ha importanti radici, ed è una storia in parte conclusa, stroncata dallo Stato: da magistrati come Michele Emiliano, attuale Sindaco di Bari, ma soprattutto da un uomo straordinario come Cataldo Motta, procuratore antimafia di Lecce. Sono stati loro, a raccontarmi la storia delle mafie pugliesi, che è sostanzialmente una storia di vittoria dello Stato: ed io non credo, in nessun modo, che questo atroce episodio possa fare l’interesse di una organizzazione che non ha mai avuto la forza di imporsi nemmeno sul territorio regionale; piuttosto, bisogna chiedersi, da subito, chi o che cosa abbia interesse a seminare terrore nel Paese in questo momento, e per quali fini. Continua a leggere

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MezzogiornoEuropa, uno speciale in ricordo di Andrea Geremicca

Andrea Geremicca, la passione e l’idea: uno speciale nell’anniversario della scomparsa dell’uomo politico, animatore della Fondazione “Mezzogiorno Europa” insieme a Giorgio Napolitano. In edicola lunedì 7 maggio in allegato al Corriere della Sera/Mezzogiorno. Lo speciale della rivista M.E. (diretta da Paolo Gambescia e Sergio Locoratolo) raccoglie articoli dello stesso Geremicca e testimonianze di chi lo affiancò nei diversi momenti della sua vita pubblica: Antonio Bassolino, Francesco Bellofatto, Aniello Borrelli, Amedeo Lepore, Nando Morra, Giuseppe Pesce, Eleonora Puntillo, Gianni Pittella, Ivano Russo, Eirene Sbriziolo, Maddalena Tulanti, Armando Vittoria. Continua a leggere

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Addio a Nicola Pugliese, mitico autore di Malacqua, piccolo capolavoro del 900

GP. Ancora una volta ha lasciato tutti con un palmo di naso: a 68 anni, troppo presto, Nicola Pugliese se ne è andato, è salito sulla “Nave nera” di uno dei suoi racconti. Giornalista e scrittore, resterà per sempre l’autore di un solo, unico, mitico, romanzo su Napoli: Malacqua. Da tempo Pugliese aveva lasciato Napoli. Viveva ad Avella, un piccolo paese ai piedi dell’Appennino dove stamattina si celebrano i suoi funerali, e dove venni a scovarlo diversi anni fa. Avevo letto Malacqua e ne ero rimasto folgorato. Da quell’incontro nacque l’idea della mia (tardiva) tesi di laurea e un paio di saggi, ma soprattutto nacque un’invidiabile amicizia: Continua a leggere

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Ghirelli, dall’ultima intervista alle prime righe della nostra amicizia

GP – Penso di essere uno degli ultimi che ha intervistato Antonio Ghirelli. Con Aldo Zappalà volevamo fare un documentario per “La Storia siamo noi”, e così abbiamo passato alcuni giorni insieme, a registrare le nostre lunghe conversazioni. Come tante altre volte, con cortesia e garbo, con la sua simpatia, Antonio ci ha accolti nel suo studio, nella casa di via Flaminia, raccontandoci aneddoti di novant’anni di vita. Come quella volta che fu invitato ad Arcore, e il Cavaliere gli chiese: “Ghirelli, lei dovrebbe presentarmi una trasmissione”. E lui: “Veramente, presidente, io non sono un presentatore, ma un modesto giornalista”. Modesto lo era di carattere, Ghirelli, ma come giornalista era un grande professionista.

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Napoli 1861, le “altre” storie: Don Liborio, Proto e Padre Ludovico

In quegli anni a cavallo tra la fine del regno dei Borbone e la nuova Italia chissà quanti personaggi a Napoli si muovevano nell’ombra: faccendieri e politicanti, giornalisti, agenti segreti, santi e camorristi, clericali e massoni. Qualcuno riuscì pure ad avere il suo momento ambiguo ed effimero di gloria, per poi tornare nell’ombra della storia scritta dai vincitori. Eppure che storie, che si scovano sporcandosi le mani tra vecchie cronache, lettere e memorie di un secolo e mezzo fa. Che personaggi, sconosciuti e dimenticati, o conosciuti solo per un verso ma ignorati per molti altri. Continua a leggere

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