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Connessioni/ Mezzogiorno, nuova programmazione e Città Metropolitana

conn_sviluppo_WEB Martedì 28 gennaio (ore 17:30) presso il bistrot letterario “Libri e Caffè” del Teatro Mercadante di Napoli (Piazza Municipio) si svolgerà il dibattito “Connessioni per lo Sviluppo: Conversazione su Saperi, Territorio, Coesione”; interverranno il presidente della “Fondazione con il Sud” Carlo Borgomeo, autore per Laterza de “L’equivoco del Sud”, gli economisti Francesco Saverio Coppola (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), Achille Flora (l’Orientale) e Marco Musella (Federico II), e Giuseppe Pesce, autore del saggio “Napoli e i suoi casali: Itinerari dell’entroterra metropolitano”. Modereranno l’incontro l’editore Edgar Colonnese e Osvaldo Cammarota,coordinatore della “Banca delle Risorse Immateriali”.

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Dignità dei territori/ a Pomigliano “Napoli e i suoi casali” con Di Maio

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Si presenta venerdì 24 gennaio 2014 (ore 18) presso il centro “Giorgio La Pira” di Pomigliano d’Arco, il libro “Napoli e i suoi casali: Itinerari dell’entroterra metropolitano” di Giuseppe Pesce. Ne parleranno con l’autore lo scrittore Nino Leone, lo storico locale Crescenzo Aliberti e il dirigente scolastico e scrittore Ciro Raia. Accanto a loro, il Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio. A moderare l’incontro, intitolato “La dignità dei territori” sarà il presidente del Centro “G. La Pira” Domenico De Falco. Continua a leggere

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MafiaTivù/ Una fiction di cui nessuno sentiva la mancanza

sfida_rosiNon c’è morale nella storia di Pupetta Maresca, se non quella che raccontò già Francesco Rosi nel film del 1958 “La sfida”: la vicenda di un giovane ambizioso e impaziente (il Vito della finzione, che poi sarebbe Pascalone ‘e Nola) che cerca di fare il grande salto verso la ricchezza avvicinandosi a importanti figure della camorra: ma la sua intraprendenza sarà anche la sua rovina. Tutto il resto è solo taglione e vendetta, infamia e squallore: l’unico onore è quello delle onorate società (di produzione) che investono nell’apologia del degrado in cui siamo precipitati, e ci trascinano sempre più in basso fornendo modelli devianti, soprattutto alle nuove generazioni.

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Lettarature di confine: tornano i racconti di (r)esistenza di ‘Scampia Trip’

Si torna a parlare dell’antologia Scampia Trip: Restare e (r)esistere a Scampia (ed. Ad Est dell’Equatore) curata Daniele Sanzone, voce degli A’67, e da Ciro Corona, presidente di (R)esistenza Anticamorra e responsabile dello sportello denunce di Scampia. L’appuntamento per continuare raccontare una Scampia diversa, fatto di gente onesta che rivendica il proprio diritto alla “normalita”, è venerdì 9 novembre alla libreria/wine bar Agorà di Giugliano (ore 20:30) con i due curatori e Ilaria Ascione di Wrong webradio. Continua a leggere

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Fumetto vintage: ‘Gennaro’ ripropone a Napoli il successo sardo di ‘Fisietto’: trash o esperimento etnico-linguistico?

Il personaggio è furbo, ma l’operazione editoriale lo è ancora di più. Sì, perché il Gennaro supereroe napoletano, albo a fumetti decisamente vintage comparso (dal nulla) nella edicole in queste settimane, è in realtà una brillante rivisitazione in salsa partenopea di una fortunata saga che in Sardegna, in particolare nel Cagliaritano, è un vero e proprio cult. Basta dare uno sguardo alle copertine, infatti, per rendersi conto che il nostro Gennaro non è altri che Fisietto, personaggio partorito nel 1999 dai fratelli Bruno e Paolo Tremulo, capintesta del clan (ma non nel senso criminale) dei Pistis, una grande e sgangherata famiglia multigenerazionale, allargata a parenti e amici, che vive esilaranti avventure ambientate nell’isola dei nuraghi. Continua a leggere

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Il paradosso dell’editoria napoletana, De Giovanni rilancia il dibattito

«Caro editore, perché mi fai emigrare?»: è l’intervento con cui di Maurizio De Giovanni rilancia sulle pagine del Mattino il dibattito (impantanato) sui limiti dell’editoria napoletana. Lo scrittore sottolinea il paradosso di una regione, la Campania, che a fronte di tanti autori – «forse mai così tanti» – non riesce a produrre, attraverso i suoi editori e agenzie letterarie, nemmeno uno dei primi cinquanta scrittori italiani: «come se in presenza di un immenso giacimento di diamanti non ci fosse nemmeno un minatore, e lo si lasci saccheggiare da altri». Continua a leggere

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Napoli-Thriller: l’esordio letterario di Nicola Oddati (sì, è proprio lui)

Da politico a scrittore: Nicola Oddati lancia il suo primo romanzo, un thriller edito da Mondadori e ambientato a Napoli. Il teorema della corda (pp. 296, euro 18), è stato anticipato quest’estate Conchita Sannino sulle pagine di Repubblica, parlando scherzosamente di “vendetta letteraria” dell’ex assessore ed ex presidente del Forum delle Culture “dimissionato” dal nuovo sindaco De Magistris. «Non solo è un giallo ambientato nel mondo della politica a Napoli, tra Palazzo San Giacomo e megacantieri, quartieri alti e bassi, puzza di tangenti e salotti importanti, boss di camorra e qualche bella magistrata grintosa – scriveva infatti la giornalista – Ma ha come sfondo centrale Continua a leggere

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Il 12 ottobre a Napoli il nuovo libro di Ermanno Rea “1960. Io reporter”

A pochi mesi da “La Comunista” è in uscita un nuovo libro di Ermanno Rea, un volume fotografico edito da Feltrinelli e intitolato 1960: Io reporter (pp. 208, 25 euro). La presentazione, con annessa mostra fotografica che girerà l’Italia durante il prossimo anno, si terrà alla Fetrinelli di piazza dei martiri venerdì 12 ottobre (ore 18). Nel nuovo libro, Rea racconta  una passione di gioventù che alla metà degli anni Cinquanta lo ha portato a viaggiare in giro per il mondo, macchina fotografica a tracolla, quando il suo sguardo, acuto e poetico, si è posato con la stessa grazia su geishe, toreri e scugnizzi restituendo intatti a chi guarda l’intensità e il fascino di un mondo in bianco e nero popolare ed elegantissimo. Continua a leggere

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Gomorra-Reality, il grottesco impero del potere malavitoso nel primo romanzo di Stefano Piedimonte

È in libreria per Guanda Nel nome dello Zio, il primo romanzo di Stefano Piedimonte (bravo collega del Corriere del Mezzogiorno) che non passerà inosservato in questo autunno letterario, napoletano e non solo. Una storia kitsch e tracotante, stravagante e originale, che spoglia dell’aura di “mammasantissima” la figura del boss malavitoso per restituirgli sembianze, mediocrità, debolezze umane che fanno apparire ancora più disumano e grottesco il “mestiere” di camorrista. La forte carica eversiva che si cela nella ridicolizzazione degli stereotipi del potere malavitoso non è sfuggita a Roberto Saviano, che ha divorato il libro. Continua a leggere

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La comunicazione è l’arma vincente: Napoleone per Roberto Race

È in libreria Napoleone il comunicatore (Egea) di Roberto Race: per chi non lo conoscesse, forse il più dinamico giornalista /comunicatore della generazione dei trentenni made-in-naples. “Passare alla storia e non solo con le armi” è il sottotitolo del libro; prefazione di Luigi Mascilli Migliorini e post di Mario Rodriguez. Vincitore di battaglie per mezza Europa, Napoleone può vantare per Race un altro straordinario primato: la sua modernissima, visionaria, profetica capacità di comunicare; che ne ha fatto, in pratica, l’inventore dell’opinione pubblica Continua a leggere

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Alfasud, sogno e occasione mancata: il senso di una grande storia italiana

GIUSEPPE PESCE – Raccontare Pomigliano d’Arco vuol dire lasciare aperto un racconto, e sperare che l’industria a Napoli e in Campania abbia ancora un futuro, perché ha avuto una grande storia. Se infatti Bagnoli rappresenta una Napoli industriale ormai quasi epica e letteraria, che potremmo racchiudere tra i “Tre operai” di Bernari e la “Dismissione” di Rea, Pomigliano è ancora una questione all’ordine del giorno, che torna periodicamente ad incendiare polemiche tra padroni e operai, sindacati e industriali. Nel documentario “Un’auto targata Sud” abbiamo voluto ricostruire cos’era Pomigliano prima della Fiat: ovvero prima che, nel 1986, fosse privatizzata. L’Alfa Romeo, presente a Pomigliano fin dall’epoca fascista, era infatti un’industria pubblica. Doveva essere la “punta di diamante” dell’IRI e della Finmeccanica, invece si è trasformata in un “costoso gioiello” che la Stato alla fine ha dovuto svendere. Le ragioni di questo fallimento, a lungo imputato a sbagliate logiche meridionaliste, sono in realtà molto più complesse. Perché la storia di Pomigliano non è una vicenda “sudista”, provinciale o regionale: è una grande storia italiana, dentro la quale c’è di tutto, Continua a leggere

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Brindisi e le mafie pugliesi: un attentato senza storia (che non convince nessuno)

Il Procuratore Antimafia di Lecce Cataldo Motta

GIUSEPPE PESCE – Sono stato in Puglia solo qualche settimana fa, per presentare insieme ad Aldo Zappalà il nostro documentario sulla Sacra Corona Unita, che pensavamo fosse solo una storia di tanti anni fa. Invece, stamattina, alla notizia dell’attentato di Brindisi, la storia è tornata come un rigurgito. La mafia è esattamente quello che diceva Peppino Impastato: una montagna di merda. Ma devo dire che non capisco, sinceramente, il senso e il significato di questo nuovo, vile e spaventoso episodio. Se avessi dovuto scrivere un saggio, dalle centinaia di pagine appuntate e dalle interviste che abbiamo realizzato, l’avrei chiamato “la corona spezzata”; sottotitolo: “ascesa e caduta delle mafie pugliesi”. Sì, perché la storia delle mafie in puglia è una storia che non ha importanti radici, ed è una storia in parte conclusa, stroncata dallo Stato: da magistrati come Michele Emiliano, attuale Sindaco di Bari, ma soprattutto da un uomo straordinario come Cataldo Motta, procuratore antimafia di Lecce. Sono stati loro, a raccontarmi la storia delle mafie pugliesi, che è sostanzialmente una storia di vittoria dello Stato: ed io non credo, in nessun modo, che questo atroce episodio possa fare l’interesse di una organizzazione che non ha mai avuto la forza di imporsi nemmeno sul territorio regionale; piuttosto, bisogna chiedersi, da subito, chi o che cosa abbia interesse a seminare terrore nel Paese in questo momento, e per quali fini. Continua a leggere

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Caso “Casalese”, accolte le prime contestazioni dell’Editore

«Ho rappresentato le ragioni della casa editrice al magistrato, replicando a tutte le contestazioni mosse dai legali di Giovanni Cosentino. Ritengo che il ‘Casalese’ sia la migliore e più realistica immagine di una certa Italia ostaggio di subculture politiche»: Pietro Valente, amministratore della CentoAutori, ha vinto il primo round, ottenendo che il giudizio venga passato ad una Sezione Ordinaria del Tribunale di Napoli. Ma non solo: la richiesta di risarcimento è stata abbandonata dai legali. Continua a leggere

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