L’autobiografia/Wertmüller, Italia meridionale e napoletana

Lina Wertmüller presenta alla Feltrinelli di Napoli (ore 18) la sua autobiografia edita da Mondadori, e intitolata Tutto a posto e niente in ordine.  La regista romana ha un legame molto forte con il Sud e con la città partenopea. L’assolata provincia pugliese ha segnato infatti il suo esordio nel 1963 con I basilischi, e il primo grande successo è arrivato con il “siciliano” Mimì metallurgico ferito nell’onore. Regina del “grottesco” (non ditele mai “commedia all’italiana”!) nel 1976 è stata la prima donna nella storia del cinema a ricevere una nomination all’Oscar come miglior regista con un film ambientato nella Napoli degli Anni Trenta: Pasqualino Settebellezze. Ma diverse altre sono le  pellicole napoletane, dalla traposizione della commedia di Eduardo Sabato domenica e lunedì (1990) con la Loren, Pupella Maggio e Luciano De Crescenzo,  alla “saga familiare vesuviana” Francesco e Nunziata (2001); da Ferdinando e Carolina (1999), sulle avventure del “re nasone” interpretato da Sergio Assisi, ad Io speriamo che me la cavo (1992) con Paolo Villaggio nei panni del maestro di Arzano inventato da Marcello d’Orta; da Ninfa plebea (1996),ispirato al romanzo di Domenico Rea vincitore del Premio Strega 1993, agli ambienti camorristici di Un Complicato intrigo di donne, vicoli e delitti (1986). Molto bello e interessante anche un documentario del 1981 sulla storia di Napoli, curato insieme a Mimmo De Masi.

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