Galleria delle armi: il romanzo sulla tragedia (dimenticata) di Balvano

Presentato a Napoli da Jean-Noel Schifano, La galleria delle armi è il romanzo “verista” di Salvio Esposito, edito da Marotta&Cafiero, che racconta la tragedia dimenticata di Balvano: 650 tra uomini, donne e bambini che fuggivano dalla fame di Napoli liberata, e che il 3 marzo 1944 trovarono la morte in questa galleria tra le montagne petrose della Lucania, nel cui nome riviveva la memoria delle guerre di briganti di un secolo prima. Una vera e propria strage, rimasta senza colpevoli.

Mai chiarite, per “Ragion di Stato”, le responsabilità del disastro ferroviario: il convoglio merci 8017,  gestito dalle Forze Alleate che ancora combattevano i Tedeschi a Cassino, percorreva la vecchia linea Sicignano-Potenza: così vecchia che poteva essere percorsa solo da locomotive a vapore, per la mancanza di energia elettrica. Sotto il peso dell’enorme “carico umano”, in quella serpentina di binari che si inerpicava sull’Appennino, le due locomotive si bloccarono causando in pochi secondi la morte per asfissia di tutti i passeggeri.

A distanza di 68 anni, ritornano le vicende romanzate di quegli uomini: impiegati, vagabondi, professionisti, che si avventuravano sul quel treno con i loro figli al seguito, in cerca di una speranza, ma andando invece inconsapevolmente incontro alla morte. Oltre le foto originali, agli articoli d’epoca e ai documenti controfirmati dal Generale Badoglio, si conservano ancora nomi, cognomi e generalità di 432 vittime identificate. Anche se è accertato che le cifre del disastro furono in realtà molto superiori.

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