Lettarature di confine: tornano i racconti di (r)esistenza di ‘Scampia Trip’

Si torna a parlare dell’antologia Scampia Trip: Restare e (r)esistere a Scampia (ed. Ad Est dell’Equatore) curata Daniele Sanzone, voce degli A’67, e da Ciro Corona, presidente di (R)esistenza Anticamorra e responsabile dello sportello denunce di Scampia. L’appuntamento per continuare raccontare una Scampia diversa, fatto di gente onesta che rivendica il proprio diritto alla “normalita”, è venerdì 9 novembre alla libreria/wine bar Agorà di Giugliano (ore 20:30) con i due curatori e Ilaria Ascione di Wrong webradio.
Il Libro. Nella città delle emergenze, Scampia esiste solo quando ci sono i morti ammazzati. A farla esistere è l’occhio superficiale, distorto e spesso criminale dei media, che speculano e abusano dei soliti luoghi comuni e simboli di degrado per poi puntualmente lasciarla ricadere nell’oblio; mentre delle innumerevoli associazioni, gruppi di volontariato e centri culturali che ogni giorno lavorano nel quartiere per migliorarne le condizioni si ignora persino l’esistenza. Da qui l’esigenza e la volontà di un progetto che cerchi di mostrare e raccontare il quartiere, con gli occhi di chi ci è nato, cresciuto e infine ha scelto di restare.
Il progetto. Musica, letteratura, cinema: sono i tre linguaggi scelti per raccontare Scampia e la sua voglia di vivere e resistere.  ll libro – divenuto anche un’opera teatrale con le musiche degli A’67 – è parte di un progetto realizzato dal gruppo musicale insieme all’associazione (R)esistenza ed il Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli. Scampia Trip è una sorta di viaggio collettivo di scrittori, musicisti e filmaker, uniti dallo stesso desiderio: fuggire dalla retorica con cui i media tradizionali hanno da sempre raccontato questo luogo. Il progetto ha il patrocinio di Libera, Oltregomorra, e dell’VIII Municipalità di Napoli.
Sandro Ruotolo scrive nella prefazione: «Non esiste mai una verità. Esistono sempre parziali verità. Punti di vista diversi. Tutti rispettabili. Ma non si può chiedere all’informazione di tacere. E, certe volte, serve urlare proprio per coloro che vorrebbero urlare ma non hanno il coraggio di gridare o non possono parlare.  Sono stanchi a Scampia di non sognare. Hanno il diritto di sognare, abbiamo il dovere, per i nostri figli, di sperare in un futuro migliore. Quando non si è liberi a Scampia, non si è liberi nel nostro Paese. Non si può misurare la libertà con l’aiuto di un metro. O si è liberi o non si è liberi. Perciò questo non è il libro di Scampia e non è la verità di Scampia. Volutamente e cocciutamente sono le pagine dei resistenti, di coloro che vogliono liberare il quartiere dai senza coscienza».

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