Archivi del mese: novembre 2012

Ricciardi ritorna con “Vipera”, continua il successo del noir di De Giovanni

«Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi»: è il sottotitolo di Vipera, il nuovo romanzo fresco di stampa per Einaudi, con cui Maurizio De Giovanni continua la sua fortunata saga. Nella settimana di Pasqua del 1932, nell’aria della primavera si respira il male: la prostituta più famosa di Napoli è stata uccisa in un bordello di Chiaia. Chi è stato, e perché?  Ricciardi si ritrova ancora una volta davanti i suoi fantasmi, e attraversando la città e le vite della gente, svela i fantasmi di ognuno: passioni e sentimenti più diversi, che a volte portano solo guai. Come capita al dottor Modo, amico del commissario ma anche vecchio estimatore di Vipera, che se la vedrà brutta. Un nuovo appuntamento da non perdere per chi segue già Ricciardi; ma anche una storia intrigante per  cominciare a conoscere il potente personaggio creato da De Giovanni.

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Terremoto ’80/ Quel “Fate presto” ormai cult dell’arte contemporanea

Fate presto è ormai un cult dell’arte contemporanea: il più grande lavoro di Andy Warhol e l’unico che abbia un titolo non inglese. Il monumentale trittico fa parte degli headline work, ovvero le “opere titolo” che l’inventore della pop art produsse rielaborando materiale preso dai giornali. Fu commissionato dal gallerista napoletano Lucio Amelio in occasione del terremoto che il 23 novembre 1980 colpì Campania e Basilicata, e riproduce la prima pagina del Mattino che invocava soccorsi. Salvo quando è in giro per mostre, l’opera è esposta alla Reggia di Caserta.

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La presentazione/Misteri, segreti e storie insolite di Napoli alla Feltrinelli Express

Agnese Palumbo e Maurizio Ponticello presentano il loro Misteri, segreti e storie insolite di Napoli con Francesco Durante alla Feltrinelli Express della stazione centrale, venerdì 23 novembre alle 18. Il libro, che fa parte della collana “Misteri italiani” della Newton&Compton, promette di  condurre il lettore attraverso gli enigmi più seducenti di Napoli, una città in cui i misteri si si toccano, si mangiano, si sentono, si vivono, si percorrono… Continua a leggere

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NapoliArte/L’arciconfraternita della Pietà di Casoria, un tesoro da riscoprire

Un ciclo di affreschi di fine Seicento con episodi della vita di Gesù, fino alla tela con la Pietà, superba copia dello Spagnoletto: è l’inedita testimonianza che conserva Casoria di Pietro di Martino. Morto quasi ottantenne nel 1736, l’artista lavorò a Napoli tra i Santi Apostoli, la Pietrasanta, e la chiesa dell’Ospedaletto, l’attuale San Giuseppe Maggiore in via Medina. Ma secondo lo storico Bernardo De Dominici, di Martino realizzò “la migliore di tutte le sue opere” a Casoria. Vai alla galleria sul sito di Repubblica. Tra gli affreschi dell’oratorio della Pietà di Casoria, il più impressionante è sicuramente il grande “Calvario” che domina la parete di fondo, datato 1699. Lunga sei metri, questa composizione di straordinaria armonia, unisce Continua a leggere

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Napolitan graffiti nella metro colombiana, Marino e il “Pueblo di Cali”

C’è anche un artista napoletano, tra i fondatori della prima Biennale di Murales e Arte Sociale di Cali, megalopoli colombiana di 4 milioni di abitanti che per rilanciarsi ha deciso di scommettere sull’arte. Il murales che sta realizzando in questi giorni Enzo Marino in una delle più affollate stazioni cittadine della metro – il terminal Andres Sanin – è lungo 15 metri e si intitola “Pueblo di Cali en evolucion” (vai alla galleria sul sito di Repubblica ).«È una sintesi grafica degli uomini di questo paese e delle loro storie» dice l’artista mentre lavora all’imponente “bianco e nero” in cui il nero emerge con prepotenza come in una gigantesca grafica. Continua a leggere

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Ma i Napoletani recitano ancora? De Matteis e gli epigoni della città-teatro

Nell’ultimo libro di Stefano De Matteis, Napoli in scena, appena uscito per Donzelli, si può trovare qualche risposta allo sconcerto con cui abbiamo assistito nel corso degli ultimi decenni alla “mutazione” della realtà napoletana, e diciamo pure, pasolinianamente, al genocidio del popolo, della sua cultura. Parola di Goffredo Fofi, autore della prefazione, che sul Sole24ore parla di una Napoli post-moderna ma senza certezze: «Napoli è diventata una realtà confusa e spuria, in parte fagocitata da una “post-modernità” che è qui più fittizia che altrove: una città più che mai incapace di ragionare su di sé, sul proprio destino. Continua a leggere

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L’autobiografia/Wertmüller, Italia meridionale e napoletana

Lina Wertmüller presenta alla Feltrinelli di Napoli (ore 18) la sua autobiografia edita da Mondadori, e intitolata Tutto a posto e niente in ordine.  La regista romana ha un legame molto forte con il Sud e con la città partenopea. L’assolata provincia pugliese ha segnato infatti il suo esordio nel 1963 con I basilischi, e il primo grande successo è arrivato con il “siciliano” Mimì metallurgico ferito nell’onore. Regina del “grottesco” (non ditele mai “commedia all’italiana”!) nel 1976 è stata la prima donna nella storia del cinema a ricevere una nomination all’Oscar come miglior regista con un film ambientato nella Napoli degli Anni Trenta: Pasqualino Settebellezze. Ma diverse altre sono le  pellicole napoletane, dalla traposizione della commedia di Eduardo Sabato domenica e lunedì (1990) con la Loren, Pupella Maggio e Luciano De Crescenzo,  alla “saga familiare vesuviana” Francesco e Nunziata (2001); da Ferdinando e Carolina (1999), sulle avventure del “re nasone” interpretato da Sergio Assisi, ad Io speriamo che me la cavo (1992) con Paolo Villaggio nei panni del maestro di Arzano inventato da Marcello d’Orta; da Ninfa plebea (1996),ispirato al romanzo di Domenico Rea vincitore del Premio Strega 1993, agli ambienti camorristici di Un Complicato intrigo di donne, vicoli e delitti (1986). Molto bello e interessante anche un documentario del 1981 sulla storia di Napoli, curato insieme a Mimmo De Masi.

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Dal cinema al romanzo/Torna Piscicelli con Vita segreta di Maria Capasso

È sempre vero che la vita ti lascia scelta? e che c’è sempre una via d’uscita? Prima di rispondere, provate a leggere il romanzo Vita segreta di Maria Capasso, ultimo lavoro del regista e scrittore Salvatore Piscicelli, in libreria per le Edizioni e/o (pp. 320, euro 18,50), che racconta una storia dura e quotidiana, di passione e di dolore, di ostinata sopravvivenza. Alla periferia di una città, Napoli. E forse della vita. Continua a leggere

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«Era vecchio, e pure zingaro»: incipit sui binari di Napoli Centrale

Un vecchio scampato al campo di concentramento che non sfugge alla segregazione metropolitana di Napoli Centrale: storia di rimpianti e di guerra quotidiana, quella che racconta Francesco D’Angelo nel suo romanzo d’esordio La luna di sopra (Graus, 2011) con cui ha vinto anche il premio “Torre Petrosa”.  Napoletano egiziano (è nato al Cairo nel 1950), D’Angelo è giornalista e scrittore, attivo da anni  in campo sindacale e sociale. In questo suo primo romanzo  racconta la storia di un anziano zingaro colto nella caotica metropoli napoletana, sospeso tra i ricordi e i rimpianti di una vita. Nella tumultuosa stazione, tra venditori ambulanti, rivolte cittadine, roghi di spazzatura e sbandati passeggeri di treni, il “vecchio”, reduce da un campo nazista, cerca di dare un senso alla propria esistenza, accompagnato dall’intima amicizia della “maestra”.

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Galleria delle armi: il romanzo sulla tragedia (dimenticata) di Balvano

Presentato a Napoli da Jean-Noel Schifano, La galleria delle armi è il romanzo “verista” di Salvio Esposito, edito da Marotta&Cafiero, che racconta la tragedia dimenticata di Balvano: 650 tra uomini, donne e bambini che fuggivano dalla fame di Napoli liberata, e che il 3 marzo 1944 trovarono la morte in questa galleria tra le montagne petrose della Lucania, nel cui nome riviveva la memoria delle guerre di briganti di un secolo prima. Una vera e propria strage, rimasta senza colpevoli. Continua a leggere

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Falso d’autore / Bananab, l’Italia di oggi vista da Tommaso Campanella

La Repubblica di Bananab è un singolarissimo libro su un antico manoscritto della prima metà del Seicento  attribuibile al filosofo Tommaso Campanella. Divertente e amaro, il testo è un «autentico falso d’autore» pubblicato a Napoli da Guida (pp. 78, euro 8,00) e inventato da Antimo Cesaro.Una critica secentesca all’Italia del Duemila è il sottotitolo del libro, dedicato alla mitica Città del sole di Campanella, abitata dai Bananabbi, e incredibilmente simile all’Italia contemporanea: Continua a leggere

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Lettarature di confine: tornano i racconti di (r)esistenza di ‘Scampia Trip’

Si torna a parlare dell’antologia Scampia Trip: Restare e (r)esistere a Scampia (ed. Ad Est dell’Equatore) curata Daniele Sanzone, voce degli A’67, e da Ciro Corona, presidente di (R)esistenza Anticamorra e responsabile dello sportello denunce di Scampia. L’appuntamento per continuare raccontare una Scampia diversa, fatto di gente onesta che rivendica il proprio diritto alla “normalita”, è venerdì 9 novembre alla libreria/wine bar Agorà di Giugliano (ore 20:30) con i due curatori e Ilaria Ascione di Wrong webradio. Continua a leggere

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