Fumetto vintage: ‘Gennaro’ ripropone a Napoli il successo sardo di ‘Fisietto’: trash o esperimento etnico-linguistico?

Il personaggio è furbo, ma l’operazione editoriale lo è ancora di più. Sì, perché il Gennaro supereroe napoletano, albo a fumetti decisamente vintage comparso (dal nulla) nella edicole in queste settimane, è in realtà una brillante rivisitazione in salsa partenopea di una fortunata saga che in Sardegna, in particolare nel Cagliaritano, è un vero e proprio cult. Basta dare uno sguardo alle copertine, infatti, per rendersi conto che il nostro Gennaro non è altri che Fisietto, personaggio partorito nel 1999 dai fratelli Bruno e Paolo Tremulo, capintesta del clan (ma non nel senso criminale) dei Pistis, una grande e sgangherata famiglia multigenerazionale, allargata a parenti e amici, che vive esilaranti avventure ambientate nell’isola dei nuraghi.

Esperimento etnico-linguistico. Tre serie in tredici anni, una sessantina di numeri con una punta massima di 15mila copie vendute, e una certa popolarità raggiunta anche grazie ad un concorso a premi sul quotidiano L’Unione Sarda: le recensioni di Fisietto parlano di «ricerca etnica e linguistica», e di caricature forse  un po’ eccessive, ma di personaggi in fondo plausibili, che è possibile incontrare «in tante situazioni in cui il disagio fa parte del quotidiano e l’arte di arrangiarsi è un imperativo insito nel verbo vivere». Il protagonista è infatti un tipo che vive ai limiti della legalità, scorazzando su un’Apecar (se Fisietto fa il trasportatore, nella versione napoletana Gennaro fa il fruttivendolo ambulante). I disegni sono praticamente identici, solo che Gennaro ha le basette un po’ più corte e una maglietta con Maradona. E ritornano con qualche variante anche quasi tutti gli altri personaggi, dallo zio traffichino pregiudicato, alla vecchia nonna che non vuole mollare il terreno di famiglia, con il suo bruttissimo cane pensante (rigorosamente in dialetto).

Più che supereroe, Gennaro-Fisietto è un antieroe: rozzo e furbo, decisamente trash, incline all’imbroglio e al turpiloquio. L’ambigua morale della sgangherata famiglia, sempre pronta a furbate e fregature, finisce tuttavia per essere una paradossale rivalsa contro prepotenti e arrivisti, squali e politici corrotti come l’onorevole Pappagone (che ritorna in entrambe le serie). Il primo numero di “Gennaro” si intitola “Monnezza party”, e si fa notare in edicola per il formato volutamente vintage, che ricorda i fumetti tascabili degli anni Settanta. In copertina è già annunciato il numero del prossimo mese, “Concorrenza sleale”, e un avviso per reclutare disegnatori e autori: chi sa, se dopo il successo sardo, Fisietto/Gennaro riuscirà ad entrare anche nell’immaginario partenopeo.

Lascia un commento

Archiviato in attualità, fumetti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...