FilmCult/Trent’anni dopo a Napoli ‘No grazie il caffè mi rende nervoso’

Torna al cinema (ma uno solo, e per un solo spettacolo) a trent’anni dall’uscita No grazie, il caffè mi rende nervoso, pellicola cult con Lello Arena e Massimo Troisi. L’appuntamento, con tanto di cast presente in sala, è per lunedì 15 ottobre al cinema Metropolitan di via Chiaia alle 20:30 (ingresso gratuito, ma con invito). Soggetto di Massimo Troisi, sceneggiatura di Lello Arena, il film uscì nel 1982, per la regia di Lodovico Gasparini. Racconta una sere di vicende che si ingarbugliano intorno al “Primo festival Nuova Napoli”, che diviene obiettivo di un maniaco omicida, sedicente Funiculì Funiculà.

A turbare l’organizzazione del Primo festival Nuova Napoli sono una serie di episodi a catena: dopo il cedimento di  un’impalcatura del Teatro Tenda, alla redazione del Mattino arriva la lettera di un maniaco che si firma Funiculì Funiculà che minaccia di morte chiunque partecipi al festival. Dal giornale parte così la cronista d’assalto Lisa Sole col suo timido collega, Michele Giuffrida (Lello Arena), in cerca dello scoop. Mentre tentano un’imbarazzante intervista a James Senese, una musicassetta diffonde nel teatro un nuovo messaggio del maniaco, che minaccia in diretta il musicista.

Le indagini si incrociano subito con la rete della malavita. Seguendo la traccia della musicassetta, Lisa trova infatti il deposito della “Pasam Records”; e insieme a Michele, che l’aveva seguita preoccupato, riescono a sfuggire agli scagnozzi del Mastino, un contrabbandiere che usa il deposito per i suoi loschi traffici. Mentre si susseguono colpi di scena al festival – l’omicidio di James Senese, le minacce a Massimo Troisi –  il Mastino fa rapire Michele, che intanto si è ritrovato nel bel mezzo di un omicido, in una  scena esilarante tra le nebbie del porto. Anche Lisa viene rapita, ma alla fine i due riuscono rocambolescamente a mettersi in salvo.

Intanto il “Festival Nuova Napoli” continua, e Massimo Troisi viene convinto controvoglia a fare da esca: ma il maniaco è più furbo della Polizia, e dopo averlo strangolato gli infila una pizza in bocca. Il cerchio allora si stringe intorno ad un uomo misterioso che si trova sempre presente sulla scena dei delitti, ma quando viene fermato si scopre che è un impresario americano che vuole comprare i diritti del Festival. Non è lui Funiculì Funiculà, la cui identità si scopre solo nell’ultima scena.

Il film dura quasi 2 ore (109 minuti) e nonostante il plot abbastanza complesso – che può certamente scoraggiare più di uno spettatore – si riesce a seguire grazie ad un ritmo tutto sballato eppure godibile, che trova una forza coivolgente in certe strane trovate,  come le esilaranti telefonate di Sergio Solli, che di tanto in tanto entra in una cabina per minacciare di morte un tale Nicola, ma ogni volta sbaglia numero.

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