Studi Storici/il saggio: Allegoria in versi, per scopire la poesia dei trovatori

La collana dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici si arricchisce di una nuova interessante monografia. Il saggio dello studioso Marco Grimaldi si intitola Allegoria in versi: Un’idea della poesia dei trovatori (pp. xii-240, € 29) ed è distribuito dalla Società Editrice Il Mulino. Da un’idea di allegoria, alla ricostruzione di una letteratura documentaria; dalle forme del racconto, a quelle del dialogo: di seguito, un  abstract sintetico per saperne di più su questa nuova interessante ricerca, promossa dall’Istituto napoletano fondato da Benedetto Croce.

Il libro. L’allegoria è uno degli aspetti più caratteristici della letteratura medievale. Nella poesia dei trovatori le forme e i procedimenti allegorici vengono tuttavia utilizzati solo raramente. Poiché si ritiene comunemente che il grande canto cortese si fondi sulla soggettività o sull’artificio formale, i trovatori, a parte rare eccezioni, sono parsi costituzionalmente estranei all’allegoria, considerata un elemento proprio di tradizioni poetiche più aperte alla narratività e alla rappresentazione oggettiva.

In un confronto continuo con le maggiori letterature medievali, questo studio si concentra in particolare su due forme poetiche (la pastorella e la tenzone), nel tentativo di mostrare come l’utilizzo dei procedimenti allegorici risulti caratteristico di una precisa ‘linea’ interna alla prima e più importante tradizione lirica romanza. L’allegoria è anche la chiave per offrire un’interpretazione complessiva della poesia dei trovatori. Se infatti le principali tendenze critiche considerano i poeti occitani degli intellettuali in grado di aver accesso alle speculazioni filosofiche e ai modelli stilistici mediolatini o, al contrario, dei semplici artigiani paragonabili ai cantautori moderni, lo studio delle forme allegoriche sembra rivelare dei trovatori egualmente distanti da entrambi i modelli interpretativi.

Marco Grimaldi (Napoli, 1979) si è laureato presso l’Università degli studi di Napoli «Federico II». Nell’anno accademico 2005-06 è stato borsista presso l’Istituto italiano per gli studi storici e nel 2010 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso la Scuola di dottorato europea in filologia romanza (Università degli studi di Siena). Dal 2011 svolge la sua attività presso l’Université «Paul Valéry» Montpellier III. Si è occupato prevalentemente di Dante e di letteratura occitana medievale.

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