Il 12 ottobre a Napoli il nuovo libro di Ermanno Rea “1960. Io reporter”

A pochi mesi da “La Comunista” è in uscita un nuovo libro di Ermanno Rea, un volume fotografico edito da Feltrinelli e intitolato 1960: Io reporter (pp. 208, 25 euro). La presentazione, con annessa mostra fotografica che girerà l’Italia durante il prossimo anno, si terrà alla Fetrinelli di piazza dei martiri venerdì 12 ottobre (ore 18). Nel nuovo libro, Rea racconta  una passione di gioventù che alla metà degli anni Cinquanta lo ha portato a viaggiare in giro per il mondo, macchina fotografica a tracolla, quando il suo sguardo, acuto e poetico, si è posato con la stessa grazia su geishe, toreri e scugnizzi restituendo intatti a chi guarda l’intensità e il fascino di un mondo in bianco e nero popolare ed elegantissimo. Una passione che lo stesso Rea definisce “intensa finché è durata”, anche se guardando queste fotografie – dal bianco e nero di Napoli ai colori smaglianti dell’India – si ha la sensazione che semplicemente, in una certa stagione della sua vita, le immagini si siano sostituite alle parole come strumenti espressivi del suo speciale talento di osservatore e narratore di storie e della sua inestinguibile curiosità per gli uomini e le donne che ne sono in egual misura protagonisti e spettatori.

Ermanno Rea  ha lasciato Napoli nel 1957 all’età di trent’anni, collaborando per diversi quotidiani e settimanali. Nel 1990 ha pubblicato il romanzo Il Po si racconta a cui è seguito nel ’92 L’ultima lezione, romanzo-inchiesta sulla misteriosa scomparsa dell’economista Federico Caffè, da cui è stato tratto nel 2001 l’omonimo film di Fabio Risi. Grande successo ha avuto nel ’95 Mistero napoletano (Premio Viareggio), romanzo-inchiesta sul suicidio di una militante comunista napoletana il cui “fantasma” ritorna nel recentissimo La Comunista (2012). Dopo Fuochi fiammanti a un’hora di notte (1998), vincitore del Campiello, Rea ha ricostruito lo smantellamento dell’Ilva di Bagnoli attraverso la vicenda di un operaio ne La dismissione (2002) da cui Gianni Amelio ha tratto il film La stella che non c’è. Nel periodo in cui è stato Presidente della Fondazione “Premio Napoli” (2002-06) è nato Napoli Ferrovia, sorta di viaggio autobiografico della memoria attraversando i luoghi più disperati della città, uscito nel 2007.

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