Montanaro, Diario di uno schizofrenico (alla ricerca della rotta smarrita)

Bologna, 2009: una foto (part.) di Gaetano Massa dal reportage sul disagio mentale “Nonostante la vostra cortese ospitalità”

Ivan Montanaro presenta il suo libro Diario di uno schizofrenico (Pironti) lunedì 25 giugno alle 18 alla libreria Fnac di Napoli (via Luca Giordano); ne discutono con l’autore il sociologo Luigi Caramiello e il  direttore del Centro Produzione RAI di Napoli Francesco Pinto. Musiche di Giovanni Block.

Il libro di Montanaro è un “diario di bordo” – alla ricerca di una rotta smarrita – di un ragazzo che, per gli accidenti che capitano a volte nella vita, si ritrova in un ospedale psichiatrico: e qui, in questo tempo indefinito del presente,tra la  malinconia e i farmaci, si trova a ripercorre ricordi d’infanzia e storie d’amore, per assumere lentamente contezza della sua condizione: evidentemente provvisoria, eppure l’unica possibile.In copertina – seguendo un layout classico della Einaudi – l’editore propone un bel brano che val la pena di rileggere: «Alice nel Paese delle Meraviglie, Biancaneve, La sirenetta, Cenerentola, La piccola fiammiferaia, Nemo, Bim Bum Bam, Ken il guerriero, L’uomo Tigre, Dragon Ball, Holly e Benji. Oggi ho preso troppe pillole mi sa, o forse no. La testa mi gira e vivo cartoni animati. Ti salverò, mia principessa, ti salverò da me. Hai fatto bene ad andartene, chi ero io per starti vicino? Il nostro amore che nelle tue parole era enorme si è spento in una litigata. Sono rimasto solo, solo di te, non so dove sei, posso solo immaginarlo. Immaginarlo mi fa malissimo. Ho bisogno di bere. Vado in cucina e chiedo all’infermiere un po’ d’acqua. La tracanno. Forse avrei bisogno di aria. Comincia anche a fare freddo in questo ottobre assurdo. Mi sento solo e io ho il terrore della solitudine. Non vedo l’ora che arrivi mamma e mi porti la cioccolata».

Ivan Montanaro, sociologo napoletano classe 1978, come molti della sua generazione, è attualmente disoccupato. Redattore televisivo (al «Maurizio Costanzo Show» e poi a La7), ha lavorato nel Comitato italiano per il World Food Programme e per il Volontariato Italiano per lo sviluppo. La prefazione del libro è firmata da Gino Strada.

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