L’epopea del “personaggio” secondo Caterini (e la lezione di Siciliano)

Il principe è morto cantando è il nuovo, originalissimo ed interessante, saggio di Andrea Caterini che si presenta oggi, mercoledì 16 maggio (ore 18) presso l’associazione Hde di Napoli (piazzetta Nilo, 7). Sottotitolo: “Una autobiografia letteraria attraverso l’analisi critica del personaggio”. Intervengono Nando Vitali e Silvio Perrella, modera Piero Antonio Toma; letture a cura di Enzo Salomone.

 Il principe è morto cantando (Gaffi editore) raccoglie scritti di critica letteraria dedicati ad alcuni classici della letteratura dell’Ottocento e del Novecento: Conrad, Dickens, Dostoevskij, James, Moravia, Quarantotti Gambini, Siciliano, Tomasi di Lampedusa. Divisi in coppie e legati da quattro ambiti tematici (la coscienza, la figura, la storia, la scoperta), i saggi di Andrea Caterini compiono, così come appreso dalla lezione di Enzo Siciliano, del quale Caterini ha curato il Diario italiano 1997-2006 e l’opera teatrale Tournée, una ideale “autobiografia letteraria”. A precedere i saggi, infatti, una lunga introduzione dal titolo quanto mai emblematico, “La critica come malattia autobiografica”, tenta di delineare le ragioni che muovono ogni critico verso il suo oggetto d’indagine. I personaggi (o Principi, come li chiama l’autore, perché sempre al principio di ogni storia) delle opere che Caterini affronta sono, sotto questa prospettiva, specchio della biografia del critico che li analizza. E se un critico ha deciso di approfondire un particolare personaggio tra la miriade della letteratura di tutti i tempi, è perché ha compreso che lì e non altrove si nasconde il segreto della propria natura, la possibilità di esprimere la propria vita di riflesso, attraverso il corpo e la coscienza di un altro. Andrea Caterini appartiene, infatti, a quel genere di interpreti che anche quando danno mostra del maggiore distacco possibile non abdicano mai all’intenzione di raccontare, come esortava Savinio, la propria storia. Allora, anche se il valore del “principe” sembra ormai scomparso dal romanzo contemporaneo, occorre raccoglierne, secondo il critico, l’eredità: il canto che ha intonato morendo.

Andrea Caterini (Roma, 1981), scrittore e critico letterario, ha esordito con il romanzo “Il nuovo giorno”, (Hacca, 2008). Il suo secondo romanzo,” La guardia” (Italic peQuod, 2010), è ispirato alla tragica morte del pugile degli anni Cinquanta Tiberio Mitri. Ha curato, di Enzo Siciliano, il “Diario italiano 1997-2006” (Perrone, 2008), e un’opera teatrale fino ad allora inedita, “Tournée” (Editoriale Stilos, 2010). Collabora con diverse riviste specializzate, tra le quali “Nuovi Argomenti” e “L’Immaginazione” e scrive sulle pagine culturali del “Corriere Nazionale”.

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